Stiamo vivendo una triste pagina della democrazia, con le più alte cariche dello stato e un intero governo che invita le persone a non andare a votare. Si tratta di atti gravi, perché il voto è un diritto e nel caso dei referendum parliamo del momento più alto della democrazia partecipata in cui cittadini e cittadine possono contribuire concretamente al cambiamento.
Nel passato i referendum su divorzio, aborto e nucleare hanno fatto la differenza. Oggi come ieri è necessario andare a votare per cambiare ciò che abbiamo visto non funzione in questi 10 anni.
Sono quattro i quesiti referendari dedicati al lavoro che sosteniamo:
1. Stop ai licenziamenti illegittimi
2. Più tutele per i lavoratori delle piccole imprese
3. Riduzione del lavoro precario
4. Più sicurezza sul lavoro
Il quinto quesito invece riguarda la cittadinanza, con l’obiettivo di ridurre da 10 a 5 anni gli anni di residenza per fare domanda di cittadinanza italiana.
Purtroppo il governo, le destre, la TV pubblica stanno boicottando il referendum e se ne parla pochissimo. Per questo lanciamo un appello importante a tutti gli iscritti, simpatizzanti, sostenitori del referendum: parlate con le persone, dite che l’8 e il 9 giugno ci sarà il referendum e che è fondamentale il voto di tutti, perché serve che il 50%+1 degli aventi diritto al voto si rechino al seggio. Il contributo di ognuno può fare la differenza per il futuro di questo Paese!
Il Partito Democratico c’è e sostiene convintamente i referendum con 5 SÌ!

