Le donne protagoniste del cambiamento in Valle d’Aosta

Donne dem vdaLa Conferenza Regionale delle Donne Democratiche organizza martedì 16 luglio alle 18.00 presso il Salone Ducale di Aosta, in Piazza Chanoux, l’incontro “Le donne protagoniste del cambiamento in Valle d’Aosta” per approfondire il tema della parità di genere nelle Istituzioni.

Considerato il dibattito politico intorno alla futura legge elettorale regionale, la Conferenza intende puntare l’attenzione sulla partecipazione delle donne alla vita politica e agli stereotipi che ancora oggi impediscono alle elettrici e agli elettori di indicare la preferenza a favore delle donne.

Dalla sua costituzione nella nostra regione, nel marzo scorso, la Conferenza ha scelto di lavorare su alcuni temi prioritari, individuando la partecipazione delle donne alla vita amministrativa e politica come uno dei cardini su cui centrare il confronto. La Conferenza, nata in seno del Partito Democratico, rappresenta un organo indipendente, composto da donne iscritte e da altre non iscritte al PD. L’obiettivo è elaborare proposte che possano essere discusse nelle sedi istituzionali per promuovere le pari opportunità in ambito economico, politico e sociale.

All’evento sarà presente Roberta Mori, Portavoce Nazionale della Conferenza delle Donne Democratiche e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico con delega a “femminismo, lotta al patriarcato e pari opportunità”.

Introduce e modera l’evento Clotilde Forcellati, Delegata regionale alla Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche per la Valle d’Aosta, Assessora alle politiche sociali, abitative e alle pari opportunità del Comune di Aosta e Presidente della Consulta per le Pari Opportunità e la Non Discriminazione del Comune di Aosta. Interverranno, oltre alla Portavoce Nazionale, Lorella Verrastro, Portavoce della Conferenza Regionale delle Donne Democratiche; Antonella Barillà, componente dell’esecutivo della Conferenza Regionale delle Donne Democratiche ed esperta di politiche di genere e di pari opportunità; Fabiola Megna, componente per il Partito Democratico della Consulta Regionale per le Pari Opportunità.

L’evento è rivolto a tutta la cittadinanza, in particolare a tutte e a tutti i decisori politici di ogni livello, alle organizzazioni sindacali, agli enti, alle associazioni e agli organi che a vario titolo si occupano di pari opportunità in Valle d’Aosta.

Al termine del dibattito è previsto un aperitivo presso il Café du Théâtre.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Partito Democratico della Valle d’Aosta.

Per informazioni:  329 984 2150 / donnedemvda@gmail.com

Lettera del Segretario: le destre in Italia

L’obiezione principale è sempre quella: parlare di fascismo è superato e non ha senso. Ora vorrei essere molto, ma molto chiaro. Io non ho paura di rivedere gente con il fez, o le camicie nere e continuerò a passare tranquillamente in Piazza Venezia a Roma, ma continuo a temere un nuovo fascismo (lo vogliamo chiamare 2.0?) che le vicende di questi giorni ci raccontano con una crudità e una rinnovata recrudescenza.
Le indagini di Fanpage fanno impressione. La galassia nera non è un fenomeno marginale e ormai nemmeno sconosciuto. È un qualcosa di strutturato che preoccupa. L’antisemitismo spiega come i conti con il passato non sono ancora stati fatti e questo governo sta sdoganando il peggio. Si vede dalla fatica con cui si condannano tali episodi che la destra derubrica a folklore fino a quando non sono talmente clamorosi. Anche di fronte alle minacce nei confronti della nostra Segretaria Elly Schlein un silenzio tombale. Non è normale, non è accettabile. È un fenomeno che va combattuto senza timidezze, senza esitazione.
La risposta democratica di buona parte del Paese è un buon segnale. Il silenzio imbarazzato di un pezzo della destra è sintomatico di un brutto momento, il silenzio della Premier scandaloso.
La maturità politica si misura nella capacità di elaborazione e nell’essere al passo con i tempi che si vivono elaborando la storia da cui si arriva. Da questo punto di vista la destra ha di fronte a se un cammino lungo che pare non si voglia neanche iniziare. E non basta dire ci hanno votato, tocca a noi e resteremo. Io ho la sensazione che la sbornia stia per finire. E concordo con la frase della segretaria Schlein che dice alla premier “stiamo arrivando.”
Lo faremo e succederà prima di quanto immaginiamo. Tocca a noi. Mettiamoci al lavoro!

Conferenza delle Donne Democratiche Valle d’Aosta

Donne Democratiche VdALa Conferenza regionale delle Donne Democratiche ha avviato le proprie attività in Valle d’Aosta. Le 32 iscritte hanno votato, riunite in assemblea, la propria Portavoce, Lorella Verrastro, e costituito l’esecutivo composto dalla Delegata nazionale Clotilde Forcellati, da Antonella Barillà, Eloïse Dalla Schiava, Caterina Gobbi, Cecilia Lazzarotto, Megna Fabiola, Sara Timpano e Marisa Traversino. 

Da qualche settimana, sono riaperte le iscrizioni attraverso la piattaforma web https://partecipa.partitodemocratico.it/ask/Zl8xZDVfOGk0cg oppure telefonando al numero del Partito Democratico 329 984 2150

Il gruppo, costituito da donne iscritte e simpatizzanti del PD, si pone come obiettivo quello di confrontarsi, formulare proposte ed organizzare iniziative mirate  alla costituzione di politiche sempre più attente all’inclusione e al contrasto delle discriminazioni di genere. Gli ambiti su cui l’assemblea ha scelto di lavorare sono diversi, muovendosi dal lavoro ai diritti, dalla violenza di genere alla salute. Tra le priorità c’è la prossima legge elettorale regionale, ancora ferma in I Commissione consiliare. E’ necessario che nelle istituzioni venga garantita una partecipazione maggiore delle donne e che sia tutelata la parità di genere nel prossimo consiglio regionale. Perché questo accada, è fondamentale che la futura legge garantisca la doppia preferenza di genere e un numero sufficiente di donne in lista. Riteniamo altrettanto importante che le donne scelgano di partecipare e mettersi in gioco nella vita pubblica e politica e per questo vogliamo non solo incentivare l’iscrizione al gruppo, ma anche organizzare eventi sul territorio. 

Il primo appuntamento in programma sarà il 16 luglio 2024, alle 18.00, in cui sarà presente Roberta Mori, Portavoce della Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche, per affrontare la questione della rappresentanza nelle istituzioni. Tutte le informazioni sull’evento, in via di definizione, saranno disponibili sui social e sul sito del Partito Democratico. 

Vi aspettiamo numerose per costruire insieme una Valle d’Aosta femminista, democratica e inclusiva.

Fulvio Centoz: breve riflessione sulle Europee e le amministrative

Si è appena concluso un doppio appuntamento elettorale che ha visto impegnato il nostro Partito nel mese di giugno: le elezioni europee e quelle amministrative.
I risultati per il PD sono stati molto positivi!
Alle elezioni europee abbiamo ottenuto il 24,11% dei voti ed eletto 21 eurodeputati, in miglioramento rispetto al 22,74% e 19 eurodeputati eletti di 5 anni fa. Un risultato molto positivo se pensiamo che il PD partiva dal 19% di voti ottenuti alle ultime elezioni politiche e i sondaggi della vigilia ci accreditavano intorno al 20% dei consensi. Un risultato ancor più positivo se si pensa che il PD diventa il perno di qualsiasi alternativa alla destra e il primo partito delle opposizioni. Il risultato riduce anche le distanze con il partito
della Meloni (da 7 punti percentuali alle ultime elezioni politiche a 4 punti percentuali delle elezioni europee).
Ma i motivi di soddisfazione non finiscono qui. Se guardiamo alle elezioni amministrative appena trascorse e tolto il “caso Piemonte” dove abbiamo perso le elezioni regionali in malo modo (ma la sconfitta meriterebbe un’analisi a sé), le elezioni comunali ci hanno visto vincitori senza alcun dubbio. Nei 224 comuni più grandi che sono andati al voto il centrosinistra ha eletto 115 sindaci (11 in più rispetto agli uscenti) mentre il centrodestra ne ha eletti 81. In particolare, nei 29 capoluoghi al voto il centrosinistra partiva da 13 e ne ha conquistati 17 mentre il centrodestra ne aveva 12 e ne ha confermati solo 10; il M5S ne aveva due e li ha confermati entrambi.
Insomma risultati importanti che ci devono rendere orgogliosi del lavoro fatto, a cominciare dalla Segretaria nazionale fino all’ultimo dei nostri simpatizzanti.
Anche in Valle d’Aosta il risultato è stato molto positivo. Il PD è il secondo partito, è primo sulla città di Aosta e in molti comuni valdostani e rappresenta l’unica vera alternativa alla destra anche nella nostra Regione.
Ne approfitto anche per ringraziare tutto il Partito Democratico della Valle d’Aosta per il supporto che ho avuto alle ultime elezioni e a tutti gli elettori che, oltre ad aver dato il voto al nostro partito, hanno anche espresso una preferenza per il sottoscritto.
Grazie!

Fulvio Centoz

25 aprile, Festa della Liberazione: Viva l’Italia antifascista!

Noi del PD Valle d’Aosta per ricordare il 25 aprile abbiamo deciso di condividere le parole del Sindaco di Aosta Gianni Nuti, pronunciate in Piazza Chanoux in occasione delle celebrazioni della Festa della Liberazione.

Parole, soltanto parole…
Sono i fatti che contano, noi siamo gente concreta. Eppure una parola può cambiare la nostra visione del mondo. Sì, perché in realtà sono pezzi di carne le parole, lame sottili e taglienti, talora sono frane rovinose. Allora spendiamo alcune parole anche oggi, certi che, ancor più oggi, non siano poi così vane.

Dal 25 aprile 1945, in questa città dal 28, siamo donne e uomini liberi. Essere liberi da un passato, ma anche essere liberi di costruire un futuro. Liberi da quel fascismo nato nel sangue, quello sparso dagli squadristi che fracassavano il cranio degli oppositori politici, compreso quello di Giacomo Matteotti, di cui ricorrono i cent’anni dalla morte il prossimo 10 giugno, ricordiamolo almeno noi. Liberi da quel fascismo spento nel sangue fratricida della guerra civile e di un devastante conflitto mondiale. Liberi da quegli occhiali che il fascismo aveva imposto per vent’anni ai nostri padri e che, come nel mondo dispotico raccontato ne l’Orso Bianco (episodio della serie televisiva Black Mirror) avevano trasformato ipotetici immaginari nemici in mostri deformi, pericolosi e istigatori d’odio: prima gli operai comunisti, poi i vecchi parlamentari, poi i libici, gli etiopi, i sodomiti, i subnormali, i giudei… usiamo il lessico dell’epoca. Seminare morte per unire un popolo. Ma era solo un regime manesco che annientava gli oppositori a suon di manganellate o di fucilate e basta? A quel tempo gli scappellotti volavano in ogni casa e all’osteria ci si menava per un nonnulla, che volete fosse mai? No, il veleno più tossico e penetrante era fatto, non ci si crede, di cultura. Ovvero di quell’insieme di idee sul mondo che ne ritagliano i contorni proprio a suon di parole e di scritte in ogni muro e di disegni-simbolo. E’ quella cultura che ha riempito le menti di menzogne e semplificazioni e ha di fatto vivere nel reciproco sospetto, confondendo una verità che, udite, esiste ed è incontrovertibile e va riconosciuta e difesa. E’ quella cultura che ha fatto sì che non ci fossero posizioni politiche di destra o di sinistra pronte a dibattere in un civile confronto democratico, ma solo l’unica posizione di un popolo monolitico. Ecco le radici del populismo, un unico pensiero grezzo, per noi valdostani anche un’unica lingua, un unico colore, il nero, un simbolo identificativo, il teschio, incarnato da un uomo solo, il Duce Benito Mussolini. Una cultura della maschera, macabro simulacro della gloriosa commedia dell’arte che passava attraverso il linguaggio del corpo, ancora più penetrante di quello delle parole. Si gesticolava in ogni consesso pubblico con enfasi solo apparentemente caricaturale, in realtà seduttiva, ammaliante, esteticamente icastica e insieme fonte di sacro timore.

Restiamo liberi, cittadine e cittadini, da plastici incantatori di serpenti. Noi, figli del 25 aprile 1945, siamo grati a colore che hanno conquistato la libertà di mettere a servizio del nuovo Stato tutte le energie migliori, gli intelletti più raffinati, le donne e gli uomini più coraggiosi con molteplici visioni del futuro: liberali, cattolici, comunisti, socialisti, membri del Partito d’Azione, autonomisti, federalisti… per scrivere le regole del gioco democratico insieme, e fondare i principi di una comunità più umana di quella passata, di immaginare una cultura migliore di quella allora ereditata e comunque persistente nelle coscienze, nonostante le macerie e i dolori e le perdite subite. Siamo grati per averci permesso, almeno fino ad oggi, d’essere liberi di esprimerci, civilmente, in ogni modo, liberi di cercare la verità con ogni mezzo, magari senza trovarla appieno, ma potendoci provare, liberi anche di ammettere che odio porta a odio e che la crudeltà sta nel genere umano e in certe condizioni si sparge da ogni parte. Assaporiamo ancora oggi la libertà di sentirci popolo nelle differenze, colorate come un arcobaleno, appassionato alla vita, attento alle fragilità, curioso conquistatore di nuove conoscenze, prudente, ma senza paura del nuovo.

Noi, figli di Emile Chanoux, Federico Chabod, Amédée Berthod, Lino Binel, Joseph Bréan, Guglielmo Caracciolo, Enrico Chantel, Cesare Olietti, Emile “Milò” Lexert. Noi, figli di Alessandro Passerin d’Entrèves, Ida Desandré, Ico Enrico Loewenthal, Antoine Caveri, Maria Ida Viglino, Anna Cisero Dati. Noi, figli di tutte le staffette e di tutti i partigiani non citati ma indimenticati, dei soldati, degli alpini e dei Carabinieri che hanno disobbedito all’invasore. Noi, indegni successori del primo sindaco della rinata città di Aosta, Carlo Torrione, non possiamo che difendere con ogni forza tutte le libertà conquistate per la nostra terra, per la nostra gente.

Per tutto questo, nell’Italia liberata, esprimiamo noi il desiderio che tutti coloro i quali giurano fedeltà al popolo italiano, nessuno escluso, con una mano sulla Costituzione pronuncino queste poche parole: io giuro di combattere ogni giorno contro il fascismo che c’è in me e che rigurgita, tenta di risalire e di prendere il sopravvento seminando intorno a me un acre odore di morte. Giuro di essere antifascista. Viva la Repubblica. Viva l’Italia liberata. Viva la Valle d’Aosta autonoma perché antifascista.

Lettera del Segretario: è iniziata la campagna elettorale

Ci siamo! È iniziata la campagna elettorale per le elezioni europee. Con la formalizzazione della candidatura di Fulvio Centoz nella lista del PD nel collegio del Nord Ovest abbiamo dato il là a questa nuova avventura.
Lo abbiamo fatto perché crediamo che le elezioni europee del prossimo 8 e 9 giugno rappresentino un momento importante per la vita politica di questo continente. Si confronteranno due idee diametralmente opposte di Europa: da una parte un’Europa solidale, accogliente che nelle differenze intravede un’opportunità, e che ci appartiene, mentre dall’altra un’Europa degli egoismi nazionali che non traguarda il futuro, che ci farebbe fare passi indietro e che ci preoccupa.
Da questo punto di vista il PD della Valle d’Aosta ha da subito riconosciuto nelle elezioni europee un momento cruciale su cui impegnarsi. Lo ha fatto immaginando fin dalla prima ora una candidatura che rappresentasse in modo ampio tutta la Valle d’Aosta partendo dalle coalizioni che governano la Regione e il Comune di Aosta. Come è noto quella prospettiva non ha trovato un momento di sintesi e quindi abbiamo proposto la candidatura di Fulvio Centoz.
La figura e l’esperienza di Fulvio, che ha governato sempre in coalizioni nelle sue esperienze da Sindaco, dimostrano che teniamo a mente l’idea del campo largo. Di una candidatura aperta con l’unica idea: immaginare una collocazione seria e consapevole di questa piccola Regione all’interno dell’Europa.
Lo facciamo con chiarezza e con il nostro simbolo. Ci aspetta una campagna elettorale che ci vedrà impegnati in tutti i territori, all’ascolto dei cittadini e delle cittadine e che vedrà interlocuzioni anche con gli operatori sociali ed economici di questa Regione. Lo faremo con il sorriso, perché la nostra campagna elettorale non è contro qualcuno, non serve per le prossime elezioni regionali o comunali, ma serve per parlare di Europa. Sono differenze sostanziali per riuscire finalmente ad uscire dalle dinamiche personali e immaginare un progetto di Valle d’Aosta all’interno dell’Europa. Non bisogna essere troppo esperti per capire che l’Europa incide, già oggi, pesantemente nell’economia valdostana. A mero titolo di esempio, se ci limitiamo tra i tanti programmi europei, al Fondo Sociale Europe (FSE), al Fondo Europeo di Sviluppo Regione (FESR) al Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), le somme a disposizione della nostra Regione in questi anni ammontano a più di 750 milioni di euro, contando anche il cofinanziamento nazionale e regionale.
Nel percorso che ci porterà al voto la nostra intenzione è anche di affrontare e dialogare con i cittadini su temi che, più da vicino, interessano la nostra Regione: dai cambiamenti climatici che incidono maggiormente sulle Alpi rispetto al resto del pianeta, al declino demografico e all’invecchiamento della popolazione che sono particolarmente evidenti nelle aree montane, all’agricoltura di montagna che è sostenuta pesantemente dalla Politica Agricola Comune (PAC) ma che svolge un ruolo centrale nel mantenimento e nella cura di un territorio vasto e complicato come il nostro.
Infine alcuni temi di stretta attualità. I valichi alpini e il tema del raddoppio del Tunnel del Monte Bianco, oggi che i Frejus e il Gottardo hanno subito interruzioni e hanno complicato le vie di comunicazioni tra l’Italia ed il resto dell’Europa. Infine il tema delle concessioni idroelettriche, perché l’energia prodotta dalle nostre centrali è strategica, non solo per la Valle d’Aosta, ma anche per l’Europa stessa in chiave di autosufficienza energetica e di transizione green.
È l’ora di discutere di questi temi. Non di consuete beghe locali che umilierebbero temi molto più alti. Anche in questo modo riusciremo a far sì che la Valle d’Aosta, assieme alle altre regioni, abbia una voce autorevole in Europa.
Ora in questi pochi giorni che ci dividono dal voto serve l’impegno di tutte e tutti. Sono sicuro che ci sarete così come vi garantisco l’impegno di tutto il PD. Vi comunicheremo a breve la serata in cui con un evento pubblico apriremo la campagna elettorale. Nel frattempo iniziamo a veicolare la nostra idea di Valle d’Aosta in Europa. Ancora una volta sarà una campagna elettorale avvincente che affronteremo con tutto l’entusiasmo e l’impegno di sempre.

Formazione politica, l’esperienza di Lorella e Antonio

Casa per casa, strada per strada. Questo  il nome del laboratorio nazionale di partecipazione e formazione politica organizzato dal PD dal 12 al 14 aprile a Frascati, in vista della campagna elettorale delle europee a cui hanno partecipato per la Valle d’Aosta Lorella Verrastro, portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche VdA, e Antonio Pepe dei Giovani Democratici VdA.

È stata Marwa Mahmoud, responsabile della Formazione politica nella Segreteria nazionale del PD, a seguire questo progetto. L’evento è stato pensato come avvio di un percorso di partecipazione e formazione nazionale, che ha coinvolto ragazze e ragazzi under 35 da tutte le federazioni, per costituire una comunità di attiviste e attivisti che durante la campagna elettorale per le europee lavoreranno insieme alle migliaia di militanti del PD.
È stata “una full immersion” in cui, noi 200 ragazze e ragazzi da tutta Italia, ci siamo confrontati con formatori, esperti e dirigenti politici.
La giornata di venerdì è stata dedicata all’accoglienza, con i saluti della sindaca di Frascati Francesca Sbardella, e prima conoscenza con i ragazzi che hanno preso parte a questo laboratorio.
La formazione è proseguita sabato con Marwa Mahmoud e Marta Bonafoni. Sono seguite attività laboratoriali che hanno coinvolto le esperienze dei giovani di tutta Italia.
Domenica 14 aprile ogni gruppo di lavoro ha discusso il programma con la segretaria Elly Schlein, Marwa Mahmoud e i formatori che hanno preso parte all’evento.
Elly Schlein ha chiuso il corso ringraziandoci e suggerendoci validi consigli. Ha illustrato la sua panoramica politica e i progetti che sosteniamo in questa campagna elettorale delle europee.

Difficile riassumere tre giorni ricchi di eventi ed emozioni in poche righe. Di sicuro ci portiamo a casa da questa esperienza nuove amicizie, un bagaglio di conoscenze più ricco e soprattutto nuovi stimoli e idee da mettere in pratica nella vita quotidiana del Partito. Citando Berlinguer: “se i giovani si impadroniscono del sapere, lottando con lavoratori e oppressi, il vecchio ordine non avrà scampo“.

Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo, ad Aosta

Giorgio Gori all’incontro organizzato dai circoli del PD di Aosta

Doppio appuntamento aostano lo scorso 10 aprile per il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori.
Il primo appuntamento è stato organizzato dal Comune di Aosta e Confindustria, un dialogo con il Sindaco di Aosta Gianni Nuti sul tema della cultura. Bergamo (assieme a Brescia) è stata Capitale Italiane della Cultura nel 2023. Aosta è stata finalista nella selezione per il medesimo titolo per l’anno 2025. Un confronto molto interessante sulla scia dell’esperienza di Bergamo in cui la città ha subito un cambiamento importante investendo in cultura. Lo ha fatto coinvolgendo tutto il territorio che sta intorno alla città e dialogando con gli operatori sociali, culturali ed economici che hanno avuto un ruolo estremamente importante nel successo di questa avventura. L’idea della condivisione, oltre che con Brescia, anche con tutto il territorio. Ricreare un collegamento con le valli e con le aree più rurali, facendo diventare nuovamente la città la capitale di un territorio. E ancora la condivisione del progetto con chi opera in quel territorio. Zona di grandi imprese che hanno un radicamento con il territorio quasi simbiotico e l’idea centrale che la cultura crei innovazione. La stessa idea che sta promuovendo Aosta, che grazie alla candidatura ha saputo creare una rete importante di rapporti e ha potuto accedere a finanziamenti statali, oltre ad aver investito importanti risorse proprie nel corso degli ultimi anni.

La sera, invece, un aperitivo festoso, organizzato dai circoli del PD di Aosta, per discutere di prospettiva europea visto che il sindaco Gori sarà candidato alla prossima tornata della elezioni europee dell’8 e 9 giugno prossimi. Con lui il candidato valdostano Fulvio Centoz. Sul piatto questa volta un’idea completamente diversa del ruolo e dell’identità dell’Europa. Da una parte l’idea della destra con i cattivi maestri come Orban, dall’altra l’idea dei progressisti per un’Europa solidale, aperta e inclusiva. Mai come questa volta le elezioni europee saranno determinanti. Ma di questo tema avremo modo di parlarne molto diffusamente in altre occasioni.

Giovani Democratici: Lucrezia Borrelli è la nuova vicesegretaria

Care democratiche, cari democratici,

il 25 marzo sono stata ufficialmente nominata vicesegretaria dei Giovani Democratici e per me non ci poteva essere occasione più proficua per poter avere un confronto con politici di grande esperienza e per poter mettere alla prova quanto imparato negli ultimi anni. Malgrado i miei soli diciott’anni, la scelta di accettare un incarico di questo genere, al quale cercherò di dedicarmi al massimo delle mie possibilità, è dettata dalla volontà di portare all’interno del panorama politico valdostano il mio contributo di giovane, affezionata al proprio territorio e determinata a fare la differenza. In una nazione sempre più proiettata verso l’avvenire, tutti gruppi politici giovanili, a prescindere dalle differenti ideologie, sono portavoce della futura classe dirigente e convogliano i loro sforzi per costruire quella che sarà l’Italia del domani, un’Italia che guarda alla modernità, pur conservando la sua identità peculiare. In quanto nuova vicesegretaria dei GD, io e il mio gruppo abbiamo sempre prestato particolare attenzione alle lotte contro la crisi climatica, la quale minaccia di mettere a rischio il rigoglioso ecosistema per cui la nostra regione è nota, e contro cui speriamo di poter combattere, nella speranza di poter preservare per le generazioni future le bellezze naturali del nostro territorio. Un’altra tematica per la quale siamo determinati a dare il nostro contributo è quella della salute mentale, di particolare rilevanza tra i giovani e a cui purtroppo non viene ancora data la giusta importanza. Allarmanti sono infatti i numeri delle persone che hanno manifestato disagi psicologici, specialmente tra le nuove generazioni, a cui purtroppo non si è prestata la giusta attenzione, categorizzandoli spesso come problemi secondari.

Lettera del Segretario: uno sguardo al futuro dell’Europa

Ho come la sensazione che le prossime elezioni europee, che naturalmente nel dibattito italiano sono molto poco europee e molto locali, saranno importanti più di quelle passate. Non per una maggiore consapevolezza sul tema, ma per il non banale problema che abbiamo alle porte dell’Europa una guerra. L’auspicio che resti alle porte è la speranza di tutti, ma gli ultimi giorni non ci tranquillizzano per nulla da questo punto di vista. Invasioni dello spazio aereo tra Paesi vicini, ci fanno dire che la tensione sia sensibilmente salita.

Gli economisti ci spiegano, inoltre, che stiamo già vivendo un’economia di guerra perché non è necessario essere invasi. Gli effetti devastanti di una guerra, quali che siano, non si fermano al confine geografico. E allora è indispensabile e irrimandabile immaginare una politica estera europea più coordinata e immaginare un sistema di difesa unico, pensando che a oggi non esiste nemmeno un commissario europeo alla difesa.
Non si tratta di una promozione di un “nuovo esercito”, di immaginare una nuova stagione bellica europea dopo i disastri della prima parte del secolo scorso, ma di promuovere un ragionamento comune che non può essere procrastinato, anche per diventare più credibili sui tavoli diplomatici e per consentire preoccupanti fughe in avanti tipo quella francese.
E’ credibile nel mondo un’Europa che vede il presidente Macron dirsi pronto ad inviare delle truppe in territorio ucraino e vedere i leaders degli altri Paesi negare prontamente tale possibilità per evitare un allargamento della guerra?
Lascio a voi la risposta, ma intanto più Europa e meno egoismi e sovranismi è l’unica soluzione. E lo è, sia chiaro, non solo sul tema della difesa. Allora vuoi vedere che anche questa volta la destra e i progressisti non sono uguali? Per cui tocca a noi sperare e promuovere una nuova Europa. Le elezioni europee di giugno faranno la differenza.