Rigeneriamo la Valle d’Aosta, le nostre proposte per la Valle d’Aosta

Il 16 gennaio inizia ad Aosta la mobilitazione regionale per diffondere le proposte del Partito Democratico e raccontare il perché delle nostre preoccupazioni per la nostra regione.

I nostri volontari saranno presenti con un banchetto informativo in place des Franchises nel capoluogo regionale giovedì pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00.  Distribuiremo del materiale divulgativo sulle nostre proposte e per incontrare i cittadini.

Scarica le nostre proposte:

VolantinoGen2020

COMUNICATO STAMPA: Consiglio regionale: dopo oggi, i valdostani possono provare solo vergogna per questo Consiglio, serve una rigenerazione politica

Oggi si è reso palese che la maggioranza non ha i voti per approvare il bilancio regionale e il resto del consiglio se ne lava le mani, facendo solo campagna elettorale sulla pelle dei valdostani. Alcuni consiglieri parlano di un problema “politico”, ma che cosa avrebbe impedito di fare una discussione franca e serena sul bilancio, approvando emendamenti e modifiche direttamente in aula per consentire a tutti di patire con la dovuta serenità il 2020, non è dato saperlo ai valdostani.

L’esercizio provvisorio, che comunque va approvato con legge dal Consiglio, non è una passeggiata come qualcuno vuole far credere. Danneggia e farà perdere tempo all’economia valdostana e agli enti locali. Quali sono le garanzie che verrà costruito il prossimo anno un bilancio attento alle richieste delle parti sociali? Nella nostra regione non è stato neanche discusso il DEFR. Perché non si propongono più risorse per l’istruzione, per la lotta ai cambiamenti climatici, per lo sviluppo e la crescita delle nostre imprese? Perché non si propone che i contributi della regione passino solo per bandi e avvisi pubblici e non più come richieste di contributo all’assessore di turno?

“Questa non è politica, i valdostani chiedono responsabilità e legalità. Alla Valle d’Aosta serve una rigenerazione politica, serve un cambiamento culturale forte, serve trasparenza, serve mettere da parte vecchie logiche da politiche clientelari e i pacchetti di voto.” Conclude la segretaria regionale Sara Timpano.

Comunicato stampa – Processo Geenna e inchiesta Egomnia: se la politica regionale non cambia passo, si ritorni al voto

Le informazioni che stanno uscendo dalle carte del processo Geenna – che vedrebbero coinvolti molti esponenti del Consiglio e del Governo regionale in ipotesi di corruzione elettorale – destano sempre più preoccupazione, evidenziano una Valle d’Aosta con poche difese rispetto alle infiltrazioni mafiose, presenti da tempo, ma sempre più pervasive.
 
“Noi siamo e saremo sempre garantisti, ma queste notizie gettano ombra e discredito sulla nostra Regione, serve chiarezza e trasparenza. – afferma la segretaria regionale, Sara Timpano – Il Consiglio regionale e la Giunta facciano chiarezza e dimostrino una cambio di passo, di voler cambiare cultura e metodo di fare politica, solo per iniziare, potrebbero approvare la Commissione permanente antimafia e restituire la visibilità degli atti della Regione ai cittadini. Come fanno i valdostani ad aver fiducia nelle istituzioni se sentono notizie di scambio elettorale politico mafioso, mentre non possono neanche vedere sul sito della Regione la Delibera che autorizza una discarica privata dietro casa propria?”
 
Senza questo cambio di passo, i consiglieri regionali si prendano le loro responsabilità, votino il bilancio regionale e dopo si torni al voto.
 
Infine, la comunità del Partito Democratico della Valle d’Aosta desidera esprimere la massima solidarietà al consigliere Alberto Bertin per le minacce subite per il suo impegno in favore della legalità.

COMUNICATO STAMPA – 5 GIUGNO 2019

CRISI IN REGIONE? SI TORNI A VOTARE

 
Una delle poche certezze della nostra Regione – insieme alle liste di attesa per gli esami medici sempre più lunghe e ai giovani che faticano a trovare un lavoro – è la mancanza di una maggioranza stabile e coesa in Consiglio Regionale. Ormai è sempre più evidente la debolezza delle Istituzioni e lo stallo amministrativo conseguente, mentre l’opposizione sembra incapace di andare oltre la polemica e le sterile schermaglie. L’unica via per risolvere questa crisi è mandare a casa questo Consiglio Regionale e tornare al voto.
“Vero che la nostra Regione ha problemi di governabilità, siamo convinti anche noi che servano anche delle riforme istituzionali per risolvere questa situazione – sottolinea la Segreteria regionale Sara Timpano – ma in Valle d’Aosta ci sono anche problemi di credibilità della classe politica valdostana”. Riformare la Legge elettorale, non può essere la scusa per non ridare la parola ai cittadini. Paradossale è veder proporre modifiche a una legge, appena scritta e votata quasi all’unanimità, per dare più valore al voto dei valdostani, mentre si dimostra nei fatti di far di tutto per non tornarci al voto.
Aggiungiamo il fatto che rimettere mano alla legge elettorale, dopo neanche tre mesi dall’ultima modifica, potrebbe essere l’occasione per qualcuno di tentare di eliminare alcune delle novità introdotte con le ultime revisioni, come quelle per evitare il controllo del voto e in particolare il limite dei tre mandati.
Molti consiglieri si dicono pronti a dare le dimissioni: bastano 18 firme nel giro di tre giorni. Se veramente vogliono dare la parola ai valdostani, si dimettano, a iniziare dai consiglieri della Lega che chiedono da tempo di tornare alle urne.

COMUNICATO STAMPA – 27 MAGGIO 2019

Elezioni Europee: il Partito Democratico è la seconda forza politica della Valle d’Aosta!

I numeri di queste elezioni europee sono chiari: il giorno dopo le elezioni possiamo dire che il Partito Democratico c’è, l’alternativa alla Lega siamo noi!
Per prima cosa, ringraziamo la nostra candidata Edda Crosa, il cui impegno si è trasformato in un ottimo risultato, i volontari che hanno lavorato in questi mesi e soprattutto ringraziamo i più di 8.000 elettori valdostani che hanno deciso di darci fiducia.
I risultati di ieri ci vedono come la seconda forza politica della Valle d’Aosta: sfioriamo il 22% ad Aosta, dove in alcune zone siamo sopra la Lega, e siamo secondi in tanti altri comuni della regione. E’ un risultato che ci spinge a continuare, con ancora più impegno, il lavoro di dialogo con le persone, i territori e le associazioni.
Non possiamo però nascondere che la sfida di oggi, anche in vista delle prossime elezioni comunali, è quella di contrastare la Lega di Salvini.
“Gli elettori ci hanno dato l’incarico di essere argine all’onda nera delle destre, certo però non possiamo pensare di farlo da soli – sottolinea il segretario regionale Sara Timpano – dobbiamo mettere insieme i cittadini e le forze progressiste che non vogliono fare passi indietro sui diritti e che vogliono affrontare la questione ambientale”.

COMUNICATO STAMPA

Più che governo del cambiamento, sembra una grande ammucchiata.

Si è aperta in questi giorni, con la prima seduta del Consiglio regionale e con l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio e del nuovo Governo regionale, la XV legislatura. Tutto questo, a detta della nuova “maggioranza”, all’insegna del cambiamento e del bene supremo dei valdostani.

Viene però da chiedersi quale sia la portata reale di questo cambiamento. Perché non è sufficiente eleggere un Presidente di Regione donna per dichiarare il cambiamento quando i cittadini vedono davanti ai loro occhi ex Assessori regionali tornare a fare gli Assessori, quando si assiste a cambi di casacca per occupare una poltrona, quando le deleghe vengono spartite in modo dubbio senza avere bene in mente come funziona la macchina amministrativa (per quale motivo ad esempio la formazione professionale è stata messa sotto l’assessorato alla Sanità?). Un programma non chiaro, la cultura non pervenuta, l’istruzione appena citata. Cosa si farà contro l’abbandono scolastico? Cosa ne sarà dell’ospedale? Quali politiche verranno messe in campo per i giovani che non trovano lavoro? Su questi interrogativi, e su tanto altro, in questi due giorni di Consiglio regionale questa maggioranza risicata, e fondata non su comunanza di idee ma su voglia di occupare posti di potere, non ha fornito risposte. Né sono chiare le modalità e le tempistiche con cui il lungo elenco di buoni propositi verrà messo in atto.

Il Partito Democratico della Valle d’Aosta non rimarrà però fermo a guardare la nave che affonda: saremo tra i cittadini valdostani che continueranno come noi a porsi queste domande e a cercare insieme a loro soluzioni concrete per uscire definitivamente dalla crisi.

A questa “maggioranza” l’onere di governare la Valle d’Aosta, ma se il buongiorno si vede dal mattino i presupposti di oggi non sono certamente buoni.

COMUNICATO STAMPA

Nuovo governo regionale.

Il cambiamento è solo a parole, alla conquista delle poltrone!

Apprendiamo che alcune delle forze politiche presenti in Consiglio Regionale “sembrano” aver trovato un accordo per la formazione del governo regionale. Bene per la Valle d’Aosta che si eviti uno stallo istituzionale, ma i presupposti iniziali ci lasciano molto dubbiosi: l’alleanza è composita ed è difficile pensare di vedere al lavoro forze che si sono sempre dette autonomiste e di sinistra, in particolare Mouv e Alpe, con la Lega. La Lega di Salvini che scheda le persone in base all’etnia e lascia i bambini in mezzo al mare. Aspettiamo di vedere le proposte programmatiche, ma al momento l’unico collante sembra la voglia di andare al governo per occupare le poltrone.

A chi crede in una Valle d’Aosta che tutela i diritti di tutti spetta ora il compito di costruire un’alternativa popolare e seria, noi lavoreremo in questo senso e siamo sicuri che tanti valdostani lavoreranno con noi.

Le persone al centro – Asse 7

Una pubblica amministrazione che funziona – assetto amministrativo, snellimento, sburocratizzazione, efficientamento amministrativo, innovazione.

Costruiamo un nuovo rapporto tra cittadini e amministrazione. Troppo spesso i cittadini si sentono sudditi nel rapporto con la pubblica amministrazione. Costruiamo una pubblica amministrazione regionale trasparente e amichevole verso i cittadini e le imprese, investendo in formazione e valorizzazione delle capacità già presenti. A tal proposito, la proposta di azioni di ridistribuzione e riqualificazione del personale interno sopracitata per le tematiche ambientali è da ritenersi valida per tutto il settore pubblico. Inoltre, per costruire una pubblica amministrazione trasparente non basta applicare meramente le leggi sulla trasparenze e contro la corruzione. Servono, infatti, nuove modalità di gestione e far entrare i cittadini nelle scelte decisionali e nella loro vigilanza (ad esempio, agevolando la nascita di progetti come le comunità monitoranti sulle opere pubbliche). Non solo l’amministrazione pubblica, ma anche tutto l’ampio settore degli enti regionali e delle aziende partecipate deve realizzare un’approfondita opera di recupero dell’efficienza e di eliminazione di sprechi e opacità.

Partendo dalla Regione, occorre ripensare completamente la macchina amministrativa che deve essere strutturata su massimo 5/7 componenti di Governo (compreso il Presidente) e orientata per obiettivi anche trasversali e non per aree omogenee. Occorre investire risorse umane sullo snellimento della macchina amministrativa, sul procedimento amministrativo. Per raggiungere l’obiettivo di una buona Pubblica Amministrazione è necessario avere dei vertici competenti. L’attuale sistema di “spoil system” nella scelta dei Dirigenti, inserito in un sistema in cui sono presenti dirigenti assunti a tempo indeterminato con qualifica dirigenziale e inamovibili indipendentemente dalla qualità del lavoro e dalla volontà di continuare a formarsi, non funziona. Bisogna andare verso l’albo unico della dirigenza pubblica e prevedere una scuola di alta specializzazione con l’aiuto dell’Univda affinché la dirigenza pubblica possa acquisire competenze più complesse, possa formarsi adeguatamente ed essere un modello di competenza ed efficienza.

Bisogna riconoscere il merito e le competenze prevedendo concorsi triennali o quinquennali con valutazioni costanti dei dirigenti e qualora non ottengano valutazioni sul merito sufficienti dovrebbe essere possibile ricollocarli come funzionari. Non più quindi dirigente a vita, ma dirigente a tempo e con obiettivi chiari specifici e misurabili e mantenimento del posto di lavoro come funzionario.

Occorre mettere in piedi una vera e propria task force con l’obiettivo primario di effettuare una vera e duratura “spending review” al fine di ristrutturare il bilancio regionale (e ridurre le spese correnti a livelli più fisiologici degli attuali che ingessano il bilancio regionale). Una seconda task force, invece, dovrebbe occuparsi di sburocratizzare e di passare al settaggio tutti i tipi di procedimento amministrativo per renderli più semplici e più veloci (e per eliminarne anche alcuni).

Una burocrazia più semplice, dirigenti più preparati, una pubblica amministrazione che aiuta il cittadino e le imprese.

Occorre inoltre realizzare la transizione verso l’amministrazione digitale. Il passaggio a un’amministrazione pubblica che agisca stabilmente mediante le tecnologie digitali necessita di ulteriori interventi.

Le persone al centro – Asse 6

Ambiente, per un’economia circolare come nuovo modello integrato di produzione, distribuzione e consumo.

Il 18 aprile scorso il Parlamento UE ha approvato un pacchetto sull’economia circolare che prevede che ci sia una percentuale di riciclo dei rifiuti urbani pari al 55% nel 2025 e del 65% nel 2035 e una riduzione al 10% dei rifiuti in discarica.

Le politiche di tutela ambientale quindi stanno sempre di più assumendo un ruolo centrale nella definizione delle strategie europee e, di conseguenza anche in quelle nazionali.

La sfida è duplice, conservare e tutelare per le generazioni future e assumere per tempo le iniziative atte ad affrontare gli scenari imminenti indotti dal cambiamento climatico.

La preservazione dell’ambiente è ancor di più un elemento centrale per una Regione a forte vocazione turistica come la Valle d’Aosta dove peraltro gli effetti del cambiamento climatico sono ancor più evidenti rispetto ad altre regioni europee a causa dell’innalzamento delle temperature ben più alto della media europea. Ricordo che già gli scenari a 5 – 10 anni evidenziano casistiche di aumento dei fenomeni di dissesto geologico, casi di penuria di disponibilità di risorsa idrica nel mondo agricolo, penuria di neve sulle stazioni sciistiche a media/bassa quota.

Tali fattori di rischio possono per contro diventare elementi di opportunità ripensando ad esempio un’offerta turistica estiva pensata per le persone che fuggono dal calore delle città oppure investendo in innovazione nel settore delle energie rinnovabili, dell’efficientamento energetico, della mobilità sostenibile e più in generale nella green economy. Altrettanto importante è promuovere a livello nazionale il riconoscimento economico dei servizi ecosistemici resi dalle zone montane.

Negli ultimi anni, il modello economico circolare si è molto evoluto e a nostro avviso rappresenta il futuro per lo sviluppo di un’economia sostenibile, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento delle materie prime, i processi produttivi e l’adozione di modelli di distribuzione e consumo. Avendo ben chiaro che le risorse naturali non sono infinite e non bisogna sprecarle, ma questo non deve impedire la crescita del lavoro e dello sviluppo tecnologico. Questo può avvenire se si mettono in campo strategie e modelli di mercato che tengano conto della salvaguardia della competitività dei vari settori e che, grazie alle ultime scoperte in campo tecnologico e scientifico facciano del riuso, riciclo e recupero delle risorse da valorizzare, in uno scenario in cui anche i rifiuti si trasformano da problema in risorsa.

Grande spazio per questo modello è presente nella distribuzione dei beni alimentari, ma anche da questo modello economico le Imprese agricole regionali possono trarne profitti, attraverso il riuso degli scarti agricoli ad esempio. Il compito dell’istituzione è quello di mettere in campo progetti e sostegno, anche attraverso la semplificazione amministrativa che spesso limita le possibilità in questo campo.

Occorre implementare un sistema integrato di gestione delle eccedenze alimentari creando sinergie per sensibilizzare le imprese del territorio magari promuovendo riconoscimenti (esempio bollino zero sprechi) a beneficio delle stesse, realizzare “modelli di prossimità” che possano sfruttare circuiti veloci tra la consegna dei beni ed offerta/consumo degli stessi.

Appare dunque necessario affrontare le sfide future mettendo a punto piani regionali coordinati tra loro (PTA, PEAR, Piano trasporti, Piano aria, PRP, GPP, etc.) e strategie regionali di sviluppo sostenibile e di adattamento al cambiamento climatico.

L’obiettivo sarà quello di assicurare, nei diversi settori, quelle attività che risultano strategiche per perseguire il raggiungimento di un livello di qualità ambientale e dei servizi ottimale e che consenta la presenza di attività produttive che risultino sostenibili per la tutela delle persone e dell’ambiente. In sintesi:

a) Gestione rifiuti urbani: completamento della riorganizzazione dei sistemi di gestione dei rifiuti, sia a livello locale, attraverso i SubATO, che a livello regionale con l’avvio dell’esercizio dei nuovi impianti di trattamento dei rifiuti, secondo quanto previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti del 2015;

b) Gestione rifiuti speciali: maggior coinvolgimento delle associazioni di categoria per assicurare una gestione dei rifiuti speciali secondo le priorità stabilite dalle normative comunitarie e regionali, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti inerti da demolizione, costruzione e scavo, nonché dei materiali inerti da scavo, al fine di raggiungere le percentuali di recupero stabilite dalle normative comunitarie, entro la scadenza del 2020;

c) Rifiuti contenenti amianto: avviare un programma operativo, in accordo con gli enti locali, di dismissione delle coperture in amianto risultanti dal censimento già redatto dall’ARPA della Valle d’Aosta, sulla base delle priorità di intervento definite da tale censimento, prevedendo anche appositi finanziamenti;

d) Bonifica dei siti contaminati: assicurare la soluzione delle problematiche ambientali connesse con la presenza di contaminazioni di rilevanza regionale;

e) Tutela delle acque dall’inquinamento:

  • assicurare la soluzione delle problematiche connesse con i procedimenti di infrazione comunitaria per il mancato rispetto dei termini di adeguamento per la realizzazione di reti fognarie ed impianti di trattamento, attraverso la realizzazione e l’avvio dell’esercizio dei due impianti comprensoriali di Pont-Saint-Martin e di Chambave;

  • disciplinare in merito alle attività di controllo e di autocontrollo gestionale dei depuratori delle acque reflue urbane al fine di migliorare la qualità degli scarichi e, di conseguenza delle acque superficiali.

f) Informazione e sensibilizzazione: potenziare le attività di informazione e sensibilizzazione nel settore della tutela dell’ambiente nel suo complesso attraverso anche protocolli ed accordi con le associazioni di categoria e gli enti interessati, al fine di individuare modalità informative adeguate a seconda degli utenti a cui riferirsi.

Fondamentale, per poter mettere in atto azioni efficaci e sinergie, è raggruppare in un unico dominio le competenze in materia ambientale ora sparpagliate in diversi Assessorati, ad esempio i temi dell’energia, dell’acqua, delle aree protette, della pianificazione paesaggistica e territoriale.

L’ottimizzazione della suddivisione delle competenze non è da sola sufficiente per affrontare le sfide future. Se le politiche ambientali sono destinate a diventare uno dei perni dello sviluppo futuro occorre rafforzare il team di persone dedicato. E’ dunque altrettanto importante che l’Amministrazione regionale, alla luce dei vincoli imposti sulle nuove assunzioni, adotti delle azioni di ridistribuzione del personale interno in funzione delle mutate esigenze mettendo in atto dei percorsi formativi atti ad evolvere e riqualificare il personale interno, specie quello di fascia C2 cui attualmente si può pensare di attingere unicamente in uno scenario di crescita professionale.

Le persone al centro – Asse 5

Per un turismo di qualità, motore dello sviluppo regionale e con un Casinò privato. Valorizzazione della cultura materiale e immateriale.

Una particolare attenzione merita il settore turistico che dovrebbe essere – nell’ottica di concentrare gli sforzi di investimento per creare occupazione – il motore principale della ripartenza valdostana, favorendo investimenti privati e continuando l’opera di ammodernamento degli impianti di risalita.

L’obiettivo deve comunque essere quello di un turismo non solo stagionale, ma di far crescere le proposte durante la primavera e l’autunno.

Molto si può fare attraverso la promozione della Regione e delle sue ricchezze, partendo ad esempio dalla nostra proposta del Marchio Ombrello Valle d’Aosta, che potrebbe costituire un volano e una garanzia anche in tempo di crisi per il turismo valdostano.

Un intervento temporaneo e condiviso tra Regione e Enti locali che dovrebbe aumentare gli investimenti e far emergere le situazioni non chiare dovrebbe prevedere l’azzeramento dell’IMU per gli immobili utilizzati per le attività ricettive. Ciò dovrebbe avvenire senza penalizzare i bilanci degli enti locali e finalizzando lo sgravio per i soggetti in regola con attività alberghiere o extra alberghiere, al fine di rinnovare il parco immobiliare ed incentivare anche la nascita di piccole nuove attività ricettive, magari creando reti di supporto (alberghi diffusi o b&b gestiti in cooperative).

Un accenno a parte ma doveroso al Casinò de La Vallée, visto che è stato l’elemento che ha inciso in maniera indiscutibile sulla consigliatura che si sta concludendo.

Non è più pensabile immettere altro denaro in nell’azienda perché la drastica riduzione delle risorse non può che obbligare la politica a scelte più oculate e prioritarie rispetto alla Casa da gioco. Diventa però anche controproducente rinunciare ad un’azienda e a delle professionalità che sono maturate nel tempo nel Casinò.

L’unica via d’uscita pare essere quella di un “concordato preventivo in continuità di gestione” che possa permettere la ristrutturazione dell’azienda e la definizione di un nuovo contratto aziendale del turismo al fine di ridurre i costi di gestione e preparare l’azienda ad una privatizzazione (mantenimento della proprietà pubblica e esternalizzazione della gestione aziendale) che possa consentire la trasformazione del Casinò da semplice luogo di gioco a elemento di intrattenimento a trecentosessanta gradi. Qualora non fosse possibile far ripartire economicamente il Casinò non sarebbe uno scandalo iniziare a pensare alla chiusura progressiva e un recupero alberghiero del Billia come albergo a 4 o 5 stelle.

Uno sguardo attento meritano anche le grandi ricchezze culturali materiali e immateriali della nostra regione che sono un patrimonio da tutelare e promuovere, provando a guardarle anche dal punto di vista dello sviluppo economico, pensando che molte persone lavorano in questo ambito e potrebbero essere anche di più.

La nostra Regione è ricca di castelli, monumenti, reperti archeologici e altri siti di interesse. In questo campo le possibilità dateci dalla nostra autonomia sono tante.

Servirebbe una diversa pubblicità dei punti museali di eccellenza, quali il Forte di Bard, il nuovo centro museale di Saint Martin de Corléans, dei castelli e dei tanti eventi culturali che si svolgono ogni anni in Valle d’Aosta: un intervento necessario per attrarre un tipo diverso di turismo. La proposta è quella di creare una Carta Unica dei Siti Regionali, che permette di accedere liberamente e ogni volta che lo si desidera, per 365 giorni dalla data di acquisto, ai siti culturali della regione aderenti al progetto, anche creando un protocollo d’intesa con la Regione Piemonte.

Per ultime, ma non per questo meno importanti, sono parte della cultura immateriale della nostra Regione anche le tradizioni e l’enogastronomia, che sono beni da promuovere e valorizzare, non solo a livello turistico, ma anche di sviluppo economico più generale, a partire dai settori dell’agricoltura e dell’artigianato.